Iridologia

Premessa: L’acquario e il corpo

Paragonare un acquario al nostro corpo non è un paragone improprio, in quanto entrambi contengono per la maggior parte acqua. Sono ambienti, uno artificiale e l’altro naturale che tendono ad accumulare scorie, elementi spuri ed entrambi, per consentire la vita biologica al loro interno (quella dei pesci nell’acquario e quella delle cellule nel nostro corpo), devono essere ripuliti e resi puri. Devono divenire in poche parole ambienti idonei alla vita, quindi l’acqua ivi contenuta deve essere costantemente ripulita e rigenerata.

La purificazione

L’acquario ha l’enorme vantaggio che semplicemente sostituendo l’acqua sporca che contiene, con altra pulita, ritorna ad essere un ambiente incontaminato, mentre il corpo umano necessita oltre che di acqua pura, anche alimenti e stili di vita il più possibile consoni al giusto nutrimento e sviluppo dell’organismo. L’organismo umano, come ogni altro organismo animale, necessita di atti purificatori, che consentano la rimozione di quelle parti inutili e dannose accumulate al suo interno e che non vengono facilmente rimosse dai normali canali escretori (urina, feci, sudore, osmosi respiratoria).

Avete mai visto un cane o un gatto mangiare l’erba? Quell’atto atavico semplice e naturale è il loro modo di purgarsi e di espellere gli elementi inquinanti che li intossicano dall’interno dei loro organismi.

Migliorare la vitalità

Premesso che un organismo non è semplicemente un insieme di parti (mente, corpo, sistemi, organi, cellule), ma una concertazione continua, una sinergia di elementi che non sono scindibili, ma necessariamente organicamente funzionali, ognuno di noi ha pregi e difetti, eccellenze e carenze a vantaggio o discapito di singoli organi o di un intero apparato, oppure a livello cellulare. Per meglio descrivere il nostro sistema organico possiamo usare anche il termine “colloidale”.

In noi coesistono di fatto parti gassose, liquide e solide in uno stato eterogeneo e microeterogeneo, quindi torbido e irregolare. Questa unione, intimissima, di parti grossolane e più fini va rinvigorita e rivitalizzata costantemente, se desideriamo mantenere uno stato di salute ideale.

Migliorare la vitalità di parti in noi carenti o in generale di un intero organismo debilitato, non solo per cause costituzionali ovviamente, ma anche per motivi esogeni, richiede innanzitutto una corretta visione della reale entità del problema e uno dei metodi migliori, ad uso del naturopata, per comprendere lo stato in cui si trova il nostro sistema organico è l’analisi dell’iride.

L’osservazione dell’iride

In un sistema di tipo colloidale come il corpo umano, dove cause di debilitazione e inquinamento si articolano e diffondono nell’organismo in modo incostante e disomogeneo (pensiamo al passaggio di un elemento inquinante dall’intestino fino a raggiungere la pelle e tutti i tessuti che deve attraversare), esiste un indicatore ideale, sul quale si concentrano tanti segnali verificabili del nostro stato di benessere.

Questo indicatore è l’iride dell’occhio e attraverso la valutazione dei tipi di iride, chiara-linfatica, mista-biliare e scura-ematogena è possibile comprendere molte cose. Andando a “leggere” le varie segnature sull’iride, grazie a strumentazioni come l’iridoscopio o la macrofotografia, l’iridologo è in grado di valutare gli aspetti vitalistici ed energetici che contraddistinguono la tipologia costituzionale di un individuo.

L’iride è paragonabile ad una piantina (pur sempre organica e mutevole) sulla quale la natura ha disegnato, fin dal nostro concepimento, la storia della nostra vita.

Il naturopata-iridologo non legge questa piantina per fare una diagnosi né produce delle prescrizioni, ma svolge una valutazione in sintonia con quelli che sono i principi delle discipline bio-naturali.