ASCENSIONE

 

Anno 2019

Dimensioni 60×80

Opera eseguita in computer grafica.

L’opera è una caleidoscopizzazione di Bestiario, la terza allegoria, ed è un preludio alle opere memento mori.

Il significato allegorico di Ascensione è la trasformazione della vita. Dal basso verso l’alto (moto ascensionale), gli elementi vitali animati vengono trasmutati, pronti per reinterpretare nuove vite.

A veicolare questo esercizio di mutazione è l’animale totemico Calamaro, il cui occhio sveglio (l’occhio di Kanaloa) vede in ogni direzione.

A compendio dell’opera allegorica l’autore propone un passo tratto dal più importante testo della tradizione taoista:

Zi-si, Zi-yu, Zi-li e Zi-lai si dicevano: «Colui che considera il nulla come la propria testa, la sua vita come la propria spina dorsale e la morte come le proprie natiche, e ritiene che la morte e la vita, il possesso e la perdita siano tutt’uno, quello è nostro amico».

I quattro uomini si guardarono ridendo, si trovarono d’accordo e divennero amici.

Poco tempo dopo, Zi-yu si ammalò e Zi-si andò a trovarlo.

«Grande è il creatore, mi ha reso deforme» disse il malato.

La sua schiena era gobba, i suoi cinque visceri si trovavano nella parte superiore del corpo; il mento gli scendeva fino all’ombelico; le sue spalle erano più alte del cranio; le vertebre rattrappite indicavano il cielo. Ciò dipendeva dal disaccordo tra il principio dell’oscurità e della luce.

Sereno nello spirito, il malato si trascinò fino al pozzo per specchiarvisi e dichiarò:

«Ahimè, il creatore mi ha reso proprio deforme».

«Ne provi orrore?» chiese Zi-si.

«Perché mai?» rispose il malato. «Se al creatore piace trasformare il mio braccio sinistro in un gallo, io canterò per annunciare l’alba; se trasforma il mio braccio destro in una balestra, io ucciderò le quaglie; se trasforma le mie natiche in ruote e la mia anima in cavallo, io andrò in carrozza. Chiunque vi si adatti non può venire pervaso né dalla tristezza né dalla gioia. (Zhuangzi cap. VI)